venerdì 24 luglio 2009

Il Manifesto delle Nostre Leucemiche Corrispondenze

Tutte le nostre lingue sono
delle opere d'arte.
Jean-Jacques Rousseau


La norma, la regola, il tracciato etc, sono fattori che regolano il nostro scrivere.
Dalla sintassi alla creatività. Tutto è e può essere imbrigliato. Chi sostiene che la regola uccide la creatività?
D'altronde Noam Chomsky teorizza la rule-changing creativity ovvero la "creatività che crea le regole": essa si esplica in deviazioni individuali la cui accumulazione può modificare appunto il sistema delle regole e di una "creatività governata da regole" (rule-governed creativity) grazie alla quale si generano di continuo nuove frasi mediante le regole ricorsive della grammatica.
Quello che Noi vogliamo fare è riuscire a generare di continuo nuove frasi attraverso una regola, ovvero: posta una regola x liberare la nostra creatività e dimostrare che non c'è nient'altro al mondo di più creativo del nostro stesso linguaggio.
Partiremo da una parola, frase, immagine etc e ognuna di noi userà la propria creatività.
Buona fortuna ai partecipanti

Amelia e Nunzia

venerdì 17 luglio 2009

Hänsel e Gretel

-E dopo tutto questo la cosa migliore è una dieta.
Ci mancava solo la dieta. Prima gli avevano tolto le sigarette, poi le bevande alcoliche e adesso, come era prevedibile, i cibi più prelibati.
100 g di parte edibile di fesa di tacchino cotta senza l'aggiunta di grassi sono 131 kcal, 100 g di parte edibile della spalla di un bovino aduto sono 108 kcal etc etc
Un elenco completo di alimenti con il loro valore energetico troneggiava sul frigorifero bianco.
La passione per il cibo era venuta da sola. Provava un piacere quasi orgasmatico ad inficcarsi il cibo nella bocca. E questo piacere aveva portato con sè un sacco di problemi:
asma
apnea notturna
problemi cardiovascolari
ipertensione
ipercolesterolemia
Ma adesso toccava la dieta.
Aveva svuotato con nipote frigorifero e dispensa.
Se non dimagriva rischiava grosso. E pensare che aveva solo 32 anni! Il medico gli aveva parlato di certe operazioni:
Bendaggio gastrico per laparoscopia
Gastroplastica verticale con anello
Deviazione biliopancreatica
Bypass gastrico
Ma prima di una di queste possibilità doveva provare "alla vecchia maniera": dieta e tanto tanto sport.

***
Oramai era passata più di una settimana. Oramai detestava il tacchino, l'unica carne che suo nipote gli portava. Una o due settimane a tacchino e verdure bollite. La televisione lo annoiava. Era davvero tutto noioso. Lo sport lo distruggeva. E voleva mangiare.
Capiva benissimo che non sarebbe mai potuto ritornare allo stadio precedente. Mangiare come prima no! Mai!
Ma gli mancava quello strano ma meraviglioso stato mentale che è la sazzietà.
Aveva chiesto al nipote di provare tipi di carne differenti: ad esempio lo struzzo.
Ma il nipote continuava a portargli tacchino.
Si era convinto che il nipote godesse nel vederlo soffrire, nel vederlo agonizzare. Sì, il suo nipote era sicuramente un sadico torturatore, oramai se ne era accorto.
Voleva mangiare e lui lo privava. Voleva riempirsi e lui gli portava solamente quello stupido tacchino.
Basta! Non ne poteva più del tacchino!
Odiava il tacchino. Quella maledetta carne priva di sapore.
E le carotine, le patatine lesse.
Anche suo nipote era grasso, cicciottello e allora perché lui non...
Organizzò tutto nei minimi dettagli. Tranquillanti, vino, coltelli.
Prima gli recise il pene.
Lo cucinò con lenticchie.
Poi, visto che grugniva, gli tagli la gola.
Si tagliava bene la carne e non era poi così difficile da cucinare.
La carne umana ha lo stesso sapore di quella di maiale, è solo leggermente più amara, più sostanziosa. E' davvero buona, altro che il tacchino.

carne al sangue

Cazzzzzo cazzzo cazzzo
Era l'unica cosa che gli usciva fuori dalle labbra mentre vedeva la punta del dito sgozzata.
cazzzzzo
Aveva cominciato a lavorare da poco in quella merda di ristorante e aveva cominciato per pagare da bere alla sua ex. Ma quando aveva accettato quel lavoro la ex non portava ancora questo orrido nome che gli ricordava una discarica di rifiuti puzzolenti. A quei tempi lei non era ex, era ancora presente e risate. Poi, il fattaccio che gli graffiava gli occhi. Ma no, questa volta non si sarebbe messo a ricordare a come l'aveva vista, con cosa l'aveva vista. Bastazzzzzzzzooo
Non c'era nessuno in cucina. Accanto a lui c'era solo quella merda di tacchino e quella troia dell'affettatrice che gli aveva mozzato il polpastrello. E poi sangue dappertutto. Mentre guaradava tutto quello scempio sentì che i singhiozzi gli salivano dal basso ventre e arrivavano fino alle orbite degli occhi. Improvvisamente prese il polpastrello mozzato, spalmò il sangue sulle fette di tacchino per bene allineate sul vassoio e ingoiò quella maceria di sè ormai monca del corpo.
Non fu facile ingoiare il pezzo di dito ma i clienti fecero i complimenti al cuoco per "il tacchino con quella salsina così speciale"